Questa mattina mi sono svegliata alle 6.30 per prepararmi ed andare al lavoro.
Era presto e mi sono ricordata le sveglie  mattutine di due anni fa quando non ero ancora incinta nè avevo una bambina.
Mi vestivo di corsa, tailleur e tacchi, la valigia in mano e via all’aeroporto.
Il mio lavoro era una corsa continua, fatta di straordinari alle ore più improbabili, cene di lavoro etc.
Ricordo ancora una settimana in cui, in 4 giorni, presi 4 aerei ed un treno.
Che cos’è che è cambiato? Come mai mi manca la smania di arrivare, di ricominciare, di essere presente?
Questa bambina mi ha cambiata più di quanto immaginassi…forse un giorno tornerò ad essere la Benedetta che salta di corsa sull’aereo, che è presente alle cene di lavoro parlando in tre lingue ai commensali..per ora ho bisogno di fermarmi, ne sento la necessità ma anche il dovere. Ritengo un dovere offrire il mio tempo alla mia stellina che ha bisogno di me. Sono attimi. Se non stiamo ad ascoltare i nostri figli gli attimi passano e non tornano più. E rimane solo il rimpianto. Rimpianto di non essere stata, di non aver fatto.
Nella mia vita non voglio rimpianti ma solo gocce di felicità.

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