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Ciao a tutti, in questo blog ho sempre parlato di Matilde e solo sporadicamente ho recensito un libro.

Questa è un’eccezione e comunque ha a che fare con i bambini.

Attorno a me vedo e leggo di persone che adottano il metodo nazista di Estivill a cui sono profondamente contraria per tutta una serie di ragioni, l’una migliore dell’altra.

Sta per uscire in libreria, edito da Bonomi questo 

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libro la cui copertina riporto qui sotto, scritto da Sara Letardi:

Bambino non dorme

Tengo a precisare che la Bonomi non mi paga per la pubblicità 🙂

Però tramite una mailing list ho conosciuto l’autrice e siccome mi piace come persona e mi piace quello che dice voglio farla conoscere anche a voi.

Ve la presento senza alcuna pretesa giornalistica ma da mamma a mamma (o da mamma a babbo)!!

Eccola qua ed ecco le domande che le ho fatto:

D: Ciao Sara, chi sei e come ti è venuto in mente di scrivere un libro sul sonno?

R: Ciao Benedetta, sono una mamma come te e come tante… ho due bambini Chiara di 4 anni e Jacopo di 2. L’idea del libro mi è venuta perché… beh, Jacopo non ne voleva sapere di dormire!!

Una soluzione che fosse in linea con le nostre convinzioni di genitori (sonno condiviso, allattamento a richiesta, risposta al pianto del bambino) la dovevo pur trovare se volevo sopravvivere!!

 

D: E’ stato faticoso scrivere un libro del genere da mamma e da lavoratrice? Hai avuto aiuti? Persone che ti sono state vicino? Da chi hai preso spunto?

R: Sono molto onesta: ho scritto di getto, con passione. La parte faticosa è stata, forse, la revisione del testo… ma è stata un’esperienza bellissima che ha arricchito prima di tutto me stessa. Non solo ho avuto l’opportunità di approfondire un argomento che mi interessava tantissimo (il sonno dei bambini) ma, confrontandomi con altre mamme e raccogliendo le loro esperienze, ho avuto una bellissima occasione di crescere come persona e come mamma. Il lato “umano” più che il lato scientifico mi ha donato tantissimo.

Per fortuna, inoltre, ho potuto contare sulla mia famiglia, sia mio marito ed i miei figli, che i miei genitori. Mio padre è stato immediatamente assunto come “revisore di bozze”!!!

Lo spunto è venuto dalla lettura di alcuni autori: William Sears, il pediatra famoso per aver diffuso l’attachment parenting,  E. Pantley, con il suo “The no-cry sleep solution” e, ovviamente, C. Gonzalez. Ho cercato, quindi, di rielaborare le loro idee e di fornire ai genitori tutte le informazioni che potessero essere utili per trovare un equilibrio nelle gestione del “problema” sonno.

 

D: Entriamo nel vivo del libro: come mai Estivill va bocciato? Ce lo puoi spiegare in poche parole?

R: Vorrei fare una domanda a tutte le mamme… come vi sentite quando il vostro bambino piange? Cosa scatta dentro di voi? Io, personalmente, entro in fibrillazione… “devo” fare qualcosa, anche se il pianto non è quello di mio figlio. Ho immediatamente l’impulso di prenderlo in braccio e confortarlo. Perché qualcuno mi deve dire che questo meraviglioso meccanismo di “domanda e risposta” è un “vizio”? Ecco, io partirei da qui per spiegare perché bisognerebbe trovare strade alternative ad Estivill per gestire il sonno dei propri piccoli, dal nostro istinto di mamme mammifere.

A volte, inoltre, il problema sonno riguarda semplicemente l’accettazione di una fisiologia (quella del bambino) diversa dalla nostra e che fa naturalmente il suo corso, altre volte, invece, esiste realmente una situazione oggettivamente difficile. Non esiste, quindi, una soluzione unica per tutti (come propongono certi metodi) ma, come scrivo nel libro, per ogni bambino è possibile individuare una via che può aiutarlo a riposare meglio (e la sua mamma con lui!).

Nel libro non propongo un “metodo” ma cerco di aiutare i genitori ad elaborare una propria strategia, in linea con le loro scelte educative e la loro sensibilità. Cerco anche di spiegare come molti dei problemi relativi al sonno sono in realtà indotti da uno stile di vita poco attento e rispettoso dei ritmi di un bambino… spesso viviamo in modo molto frenetico e a farne le spese sono i nostri piccolini, che non riescono a stare al nostro passo (e a quello imposto dalla pubblicità, che li vorrebbe tutti belli, addormentati e col biberon in bocca!!).

Mi piacerebbe che, invece di far tacere il proprio istinto, le mamme potessero fermarsi un po’ vicino ai loro figli, che rallentassero un po’ il passo, che li prendessero di più in braccio… ed, anzi, che il tempo dell’infanzia fosse sempre “un tempo per abbracciare”.

 

 

Ecco, questo è quanto ci racconta Sara, a voi consiglio di leggere il libro per saperne di più e soprattutto per poter dormire di più 😉

 

 

 

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